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Si commemora oggi la Giornata Internazionale delle
Donne, ma secondo una leggenda, l’origine di questa festa
risalirebbe al lontano 1908.
Si racconta, infatti, che alcuni giorni prima dell’8
marzo, alcune operaie di una fabbrica di camicie scioperarono contro le
disumane condizioni in cui erano costrette a lavorare: erano 129, ma di
loro se ne commemora oggi soltanto il sacrificio.
Pare che l’8 marzo il proprietario dell’industria Cotton,
dopo le continue proteste e rivendicazioni da parte delle proprie
operaie, avrebbe deciso di bloccare tutte le porte della sua fabbrica,
impedendo alle donne di uscire, e come se ciò non bastasse, avrebbe
appiccato il fuoco allo stesso stabilimento causando la morte delle
operaie.
Arse vive per aver rivendicato condizioni lavorative più
dignitose, le donne sarebbero state successivamente portate fuori dallo
stabilimento e i loro corpi adagiati su fiori di mimosa.
Non sappiamo se si tratti di storie dettate dalla
fantasia o di un episodio reale, ma la cosa certa è che l’8 marzo è
divenuto col tempo il simbolo delle vessazioni, dei soprusi, delle
persecuzioni che le donne sono state costrette a subire nel corso dei
secoli e il punto di partenza per il proprio riscatto.
A supportare la vicenda è che questa giornata, proprio
per il suo accadimento tragico, venne poi scelta nel 1910 al congresso
socialista di Copenaghen, come la giornata simbolo da dedicare alla
festa della donna.
In Italia, con la fine della guerra, nel 1946, fu commemorata in tutto
il Paese e vide la prima comparsa delle mimose a simbolo delle donne. Lo
stesso anno, il 2 giugno 1946, alle donne fu concesso il diritto di
voto, permettendo ad esse di contribuire, così, alla nascita di un nuovo
Paese.
Il 1975 fu designato “Anno internazionale delle donne”
perché molte organizzazioni femminili celebrarono gli avanzamenti della
donna nella vita sociale, politica e civile; a partire da quell’anno
poi, l’Onu riconobbe nell’8 marzo la giornata dedicata alla donna.
100 anni, dunque, di storia intensa per la donna,
protagonista assoluta di un secolo che l’ha vista battersi per i propri
diritti, contro ogni discriminazione e violenza, per il raggiungimento
di una piena emancipazione, mutando definitivamente la condizione
femminile delle donne italiane.
Angela
Rescigno
8 Marzo 2010
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